Prefazione

Paolo Della Bella
U.O. di Aritmologia e Laboratori di Elettrofisiologia Clinica,
IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano

Se attraversiamo l’evoluzione della Cardiologia degli ultimi 40 anni, ci accorgiamo che le grandi sfide affrontate, come il trattamento dell’infarto, dello scompenso cardiaco o della morte aritmica, hanno richiesto e continuano ad esigere un enorme sforzo culturale ed organizzativo da parte della comunità scientifica; parallelamente alla medicina basata sulle evidenze è stato necessario un “ripensamento” sui modelli strategici di gestione dei quadri patologici complessi, da applicare sul territorio, nonché la diffusione di approcci multidisciplinari ai vari contesti. Si è fatta strada una nuova concezione “olistica” della Cardiologia, in cui far intervenire e collaborare varie figure specialistiche, ciascuna con competenze specifiche e modalità di azione ed interazione peculiari.
Se ora guardiamo alle future sfide della Cardiologia, uno spazio rilevante sarà occupato dalla gestione dei pazienti con aritmie ventricolari, una popolazione in costante crescita, con esigenze di trattamento quanto mai complesse e margine di operatività spesso in condizione di urgenza o emergenza medica. Grazie alla straordinaria evoluzione delle tecniche di ablazione transcatetere delle tachicardie ventricolari, il cardiologo elettrofisiologo diviene “regista” e promotore di un nuovo modello di trattamento specifico per tali pazienti, personalizzato e finalizzato alla gestione della fase acuta e della terapia cronica, nonché delle rilevanti comorbilità.
Abbiamo riunito i contributi più significativi della nostra esperienza di centro di riferimento per l’ablazione delle tachicardie ventricolari nel contesto di cardiopatia strutturale, con l’auspicio di suggerire delle linee operative che fungano allo stesso tempo da stimolo per un confronto culturale tra i vari operatori sanitari coinvolti nell’affrontare questo delicato tema, destinato a coinvolgere un sempre maggior numero di pazienti.